La struttura fisica del territorio
Veneto.
Il territorio del Veneto
è costituito da tre zone morfologicamente omogenee: la zona alpina,
la fascia pedemontana e la pianura. I fiumi scendendo lungo le valli
montane, attraversano la zona pedemontana e all'incontro con la
pianura si ramificano in vari corsi. L'acqua di falda sotterranea
quando incontra gli strati impermeabili riaffiora dando vita alle
risorgive che formano una linea parallela alla fascia pedemontana. A
nord di tale allineamento la pianura compresa tra i corsi d'acqua è
arida e sassosa, mentre a sud i fiumi scorrono su depositi
alluvionali e quando non sono incanalati creano zone acquitrinose.
Tale zona prima delle bonifiche del XVI sec. erano paludose.
L'intervento dei romani nel territorio
Veneto.
Sulle pianure paludose,
alcuni secoli prima di Cristo, avvenne la romanizzazione del
territorio Veneto con la costruzione delle prime strade romane. Il
sistema viario si sviluppò con un orientamento orizzontale e
pedemontano incentrato sulla via Postumia, la quale, partendo da
Genova e passando per Piacenza, Cremona, Verona, Treviso e Oderzo,
giunse ad Aquileia (148 a.C.). Tra il 132 e il 131 a.C. si sviluppò
il tracciato rivierasco della via Popilia-Annia. Contemporaneamente
venne realizzata la strada da Altino a Oderzo e la via Aurelia tra
Padova e Asolo nel 75 a.C. In direzione nord-sud si sviluppò la via
Claudia Augusta lungo le valli fluviali. Sotto Augusto, tra l'8 e il
6 a.C., in seguito alla suddivisione dell'Italia in "regiones",
fu costituita la "X regio Venetia e Histria" che
comprendeva Istria, Friuli Venezia Giulia, Venezia Euganea, Venezia
Tridentina e Lombardia Orientale. In questo periodo la rete viaria fu
connessa con i porti di Chioggia, Porto Medoacus, Altino, Porto del
Livenza, Caorle, Grado e Aquileia. Si svilupparono anche altri centri
urbani di origine diversa, come Adria, Este e Feltre, e grossi
borghi, come Belluno, Oderzo, Treviso, Vicenza, Verona e Padova (la
maggiore per i commerci e per la lana).
La centuriazione romana.
La romanizzazione del
territorio veneto fu conclusa nel 49 a.C. con la centuriazione,
tramite la quale le terre vennero distribuite ai legionari. Le terre
da assegnare ai coloni furono delimitate mediante un regolare
tracciato di linee parallele e perpendicolari tra loro (cardi e
decumani) prevalentemente lungo le vie Postumia e Annia. Dopo la
lottizzazione del suolo il territorio venne disboscato e si diffusero
le opere idrauliche per la bonifica e la prevenzione degli
impaludimenti.
Il territorio veneto nel Medioevo.
Dal V al X sec d.C. il
Veneto subì le invasioni barbariche. Le terre coltivate si ridussero
sempre di più, mentre i boschi e le paludi si espansero scatenando
un forte degrado dell'ambiente, favorito anche dall'abbandono delle
campagne da parte degli agricoltori, dovuto al calo demografico. Il
territorio regredì alla situazione dell'epoca preromana e nella X
regio avvenne la separazione dell'Istria da Venezia e in quest'ultima
dell'ambito lagunare dalla terraferma. Nell'alto Medioevo solo le
colline e le vallate prealpine furono popolate e coltivate, grazie
alla sicurezza che offrivano in caso di invasioni barbariche o di
rischi idraulici. In queste zone si diffuse il "borgo" e si
costruirono i "castelli", mentre in pianura tra i boschi e
le paludi si diffuse il "castro". La zona meno densamente
popolata fu quella lagunare da Caorle al delta del po', costituita da
terre basse molto paludose.